fotografa con mascherina

VIAGGI IN EUROPA AL TEMPO DEL COVID: ESPERIENZE E PERPLESSITÀ

Da un mese a questa parte, la mia bacheca di Instagram è letteralmente inondata di foto stupende di Positano, Capri, le Cinque Terre, il Salento e di tutti gli altri posti meravigliosi di cui l’Italia può vantare. Chi mi conosce però, sa che questi non sono i luoghi più adatti alle mie vacanze. Intendiamoci, mi piacerebbe tantissimo trascorrere qualche giorno sulla Costiera Amalfitana o fare un bel giro tra Manarola e Monterosso, ma credo fortemente che il periodo estivo, soprattutto i mesi di luglio e agosto non siano i più adatti per visitare queste bellezze italiane: alberghi imballati di gente, idem i parcheggi, stessa cosa per le spiagge. Insomma, preferirei vederli in primavera o magari in autunno.
A gennaio avevamo prenotato il viaggio dei nostri sogni: avremmo dovuto trascorrere due settimane in Alaska, ma ovviamente è saltato tutto causa pandemia. Neanche male che ci hanno rimborsato fino all’ultimo centesimo! Disperazione iniziale a parte, abbiamo comunque trascorso qualche giorno nella mia amata Cogne, e i primi di luglio abbiamo iniziato a pensare ad altri itinerari che avremmo voluto fare: erano tutti viaggi in Europa, al di fuori dei confini italiani.

Continuate a leggere per scoprire che giro abbiamo fatto e soprattutto per capire come (secondo la mia esperienza!) stanno gestendo l’emergenza Coronavirus!

Viaggi in Europa: la mia esperienza in Liechtenstein

Il nostro viaggio, durato circa una decina di giorni, è iniziato dal minuscolo e verdissimo LIECHTENSTEIN! Non starò qui a parlarvi di questo Paese, in quanto scriverò un articolo dedicato, ma vorrei soffermarmi sulla mia esperienza in tema di gestione della problematica Covid.

Da quanto ci è parso, sembra quasi che in Liechtenstein non sappiano nemmeno che cosa sia il Coronavirus. Pandemia mondiale where? Ok ok, in questo minuscolo Paese ci vivono solamente 40.000 persone. Quanti contagiati ci saranno stati? I numeri precisi non li conosco, ma sicuramente non tanti.

Io, però, credo davvero che qui la situazione sia stata presa sottogamba, a maggior ragione durante la stagione estiva, durante la quale il Principato viene visitato da numerosi turisti tedeschi, olandesi e danesi.

Viaggi in Europa: scritta social distance.

Di tutte le precauzioni da poter prendere, abbiamo notato solamente la presenza dell’igienizzante per le mani all’ingresso di ogni locale pubblico. Ecco, questo sì. Al di fuori di ogni ristorante, bar, supermercato, negozio d’abbigliamento, ecc. abbiamo visto un dispenser di “Amuchina”.

Per il resto, nessun obbligo di mascherina in nessun locale. E, infatti, nessuno la indossava, se non io, Valerio e una coppia di parigini conosciuta in campeggio. Solo sull’autobus tutti i passeggeri la indossavano (non so dirvi, però, se per obbligo o per scelta personale).

Quindi, cosa posso dire: mi aspettavo più attenzione, lo ammetto. A loro discolpa, posso dire che è uno Stato abitato da veramente poche persone, quindi probabilmente non hanno avuto tutta questa necessità di proteggersi come altri. Comunque, continuate a leggere, perché la Svizzera, secondo me, si è comportata peggio!

Viaggi in Europa: la mia esperienza in Svizzera

Stessa cosa del Liechtenstein. Gel disinfettante all’ingresso dei locali, ma nessuno che indossasse la mascherina. Solo sui bus e sui treni è obbligatoria. Ora, voi ditemi che differenza c’è tra un treno e un bar pieno di gente? Tra un bus e un ristorante? Per quanto mi riguarda, nessuna. Posso arrivare a capire il Liechtenstein, che ha relativamente pochi turisti e ha avuto un numero irrisorio di contagiati. Ma la Svizzera?

Turisti in ogni angolo della strada, parlo soprattutto per le grandi città (noi ci siamo fermati a Lucerna), ma in realtà anche i sentieri in alta montagna erano ben trafficati.

Viaggi in Europa: piazza affollata. Foto esempio.

Quindi, sinceramente, non capisco due cose:

A. perché la Svizzera non ha preso precauzioni migliori? Soprattutto in estate, che vede il pieno di turisti?

B. perché i turisti stranieri non si fanno più furbi, ma girano bellamente come se niente fosse successo?

Per farvi un esempio: pranzo al ristorante, pieno zeppo di gente. Le cameriere servono senza mascherina. Poi, però, mi hanno messo il pannello di plexiglass davanti alla cassa. Ma il senso di tutto ciò?

Va bene, la Svizzera fa 8 milioni di abitanti, niente di paragonabile all’Italia. Ma, soprattutto nel cantone italiano, pensavo sinceramente che fossero un pochino più furbi (che ne so, avendo avuto esperienza della Lombardia, a due passi da lì…).

Viaggiare in Europa: la mia esperienza in Francia

Abbiamo trascorso tre giorni in Alsazia, la regione più a est della Francia. Quando abbiamo deciso di passare qualche giorno anche lì, sapevamo che la situazione non sarebbe stata semplice, eravamo abbastanza preparati. Ovviamente, abbiamo trovato un modo di comportarsi, da parte della gente, completamente diverso rispetto agli altri due Paesi.

Mascherine obbligatorie in qualsiasi posto al chiuso, gel disinfettante all’ingresso di ogni locale, in alcuni negozi facevano entrare scaglionati. Nell’albergo in cui abbiamo alloggiato, addirittura, si erano organizzati diversamente anche per la colazione: il giorno prima la ordinavamo in reception, la mattina dopo ce la facevano trovare pronta in sacchetti di cartone, in modo da consumarla in camera o in giardino. Così facendo, si evitavano gli assembramenti nella sala comune.

Foto esempio. Uomo con mascherina.

Insomma, nonostante la situazione in Francia era tutto fuorché chiara e serena (tra l’altro proprio nel periodo in cui siamo andati noi, i casi sono nettamente aumentati, definendo l’Alsazia una delle regioni francesi più a rischio), io mi sono sentita tranquilla. Certo, non è stato facile. Anche all’aperto indossavamo spesso la mascherina, e credetemi, sotto al sole cocente non è stato un gioco da ragazzi. Ma non potevamo di certo lamentarci, siamo partiti con la consapevolezza di quello che ci avrebbe aspettati e sapevamo che non sarebbe stato semplice fare dei viaggi in Europa in un momento storico così difficile come questo.

Alla fine siamo stati ripagati con dei panorami meravigliosi, e questo ne è valso il viaggio!

Ragazzi, questa è stata la nostra esperienza. Sono curiosa di sapere se anche voi avete fatto dei viaggi in Europa in questo periodo o se invece avete preferito rimanere in terra italiana.

A presto,

Ciarly

Link utili

  • reopen.europa.eu
    È il sito ufficiale dell’Unione Europea attraverso cui è possibile trovare informazioni interessanti sui differenti paesi europei, in merito alle normative e alle restrizioni causa Coronavirus.
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2 commenti su “VIAGGI IN EUROPA AL TEMPO DEL COVID: ESPERIENZE E PERPLESSITÀ

  1. Ciao Ciarly! mi e’ piaciuto un sacco questo post, brava! Da residente in Svizzera volevo aggiungere un paio di cose per aiutarti (spero) a capire la situazione.
    Una e’ che in Svizzera non e’ possibile fare un ragionamento a livello statale ma va fatto a livello cantonale: per esempio Ginevra e’ uno dei cantoni piu’ colpiti e stanno prendendo seri provvedimenti a causa dell’aumento dei casi. Intervento tardivo secondo me visto che non siamo mai stati in lockdown Italian-style, ma meglio tardi che mai.
    In generale, in Svizzera secondo me fanno leva sul fatto che la popolazione sia in media molto piu’ giovane rispetto a quella Italiana, quindi meno prona ad avere bisogno di cure intensive, e sul fatto che col minore inquinamento ci siano meno contagi che in Italia (non so se sia poi vero, ma meno inquinamento vuol dire polmoni piu’ puliti e piu’ resistenti, posso capire il ragionamento). Anche da un punto di vista dei tamponi, a meno che tu non sia una persona a rischio, non te lo fanno anche in caso di chiaro Covid. Se sei un ragazzo/giovane adulto contagiato ti chiudono in casa e basta, ma senza tampone. Continuo a dire comunque che l’Italia ha affrontato tutto cio’ egregiamente!

    1. Ciao Edo! Grazie per aver risposto, ci speravo proprio! Ti ringrazio per i chiarimenti che mi hai dato. Sul fatto che la popolazione sia più giovane di quella italiana, non ci avevo pensato… Diciamo che mi ha colpito anche il comportamento degli altri turisti stranieri. È vero che, sicuramente, olandesi, austriaci e altri non hanno vissuto la disperazione che hanno vissuto invece le regioni italiane più colpite, quindi ci sta “avere meno paura”.. però mi aspettavo un po’ più consapevolezza e attenzione, soprattutto nelle città maggiormente affollate come, appunto, Lucerna!

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